Bulgaria, Diario di viaggio

Viaggiare con Worldpackers: la mia esperienza a Sofia.

Nel 2024, grazie ad un ‘esperienza con Worldpackers, ho potuto scoprire Sofia: un ponte culturale tra oriente ed occidente, ma diviso anche da problemi sociali.

Sofia è la terza capitale più antica d’Europa, eppure resta una delle meno visitate del continente.
Super economica, offre a chi la visita un’esperienza autentica, tra musei e numerosissimi luoghi di culto, tra cui il più celebre: l’iconica Cattedrale di Aleksandr Nevskij.

Worldpackers: da dove è iniziato tutto.

Nel 2024 ho scoperto l’esistenza di Worldpackers, una piattaforma che mette in contatto viaggiatori a host e realtà locali in tutto il mondo. Dall’Europa al Sud America, dall’Asia all’Africa, fino alla lontana Oceania, offre l’opportunità di vivere esperienze autentiche, scambiando tempo e competenze con vitto e alloggio, e alcuni benefit aggiuntivi. Tutto ciò la rende perfetta per persone che amano il backpacking e per i nomadi digitali.

La mia personale esperienza: la scelta di Sofia.

Stavo scrollando nell’app più per curiosità, che con il desiderio reale di partire: ero piuttosto scettico riguardo esperienze di questo tipo.
Poi mi sono imbattuto in un ostello a Sofia, che cercava persone interessate a collaborare con loro in lavori di routine in cambio di vitto e alloggio, ma soprattutto di tour offerti dalla struttura. Senza un reale motivo di fondo, ho deciso di candidarmi e meno di un mese dopo ero arrivato nella capitale bulgara.

L’est Europa è spesso avvolto da un alone di mistero e pregiudizi, che allontanano molti viaggiatori dal visitarlo, convinti sia troppo pericoloso.
La mia esperienza è stata sorprendente: diversa da ogni aspettativa, anche se la città non è priva di contrasti e disparità sociali.

Il lavoro in ostello: un “tesoro” sociale.

Durante la mia permanenza di circa un mese, ho dovuto affrontare semplici impieghi: dalla pulizia delle camere al supporto in reception, spesso affiancato dai gestori della struttura, sempre nei paraggi e disponibili.
La cosa interessante è che puoi acquisire competenze, che probabilmente non avresti nemmeno mai considerato.

Pavel, uno degli host, è stata una persona splendida, condivideva con me e gli altri volontari, non solo la storia della Bulgaria ma anche molto del suo vissuto.

Ho condiviso la stanza e gli spazi comuni con ragazzi provenienti da tutto il globo, alcuni sono rimasti durante tutto il mio periodo, altri solo di passaggio, magari per una sola settimana, pronti per la prossima avventura!

con alcuni volontari di fronte la Cattedrale di Aleksandr Nevskij, Sofia

Ho potuto sperimentare culture diverse, ascoltare lingue nuove e scoprire il mondo raccontato attraverso storie uniche. Per me che vengo da un paesino sperduto, dove tutti si conoscono è stato un vero tesoro

Sofia: tra ansia e bellezza.

Non è stato però solo facile.
Soprattutto all’inizio ho fatto fatica ad ambientarmi in un contesto, in cui ero solo, e gli attacchi di panico spesso prendevano il sopravvento.
L’ansia e l’ipocondria non sono semplici da gestire.
Ma viaggiare è anche questo: sfidarsi e mettersi in gioco.

Una cosa che mi rendeva più tranquillo, era andare in uno dei numerosi parchi della città e meditare.

Nonostante Sofia sia abitata da più di un milione di persone, ho avvertito un’aria sorprendentemente rilassata. Rispetto a molte altre capitali che avevo visitato, sembrava che il tempo scorresse più lento.

La città ha un ambiente culturale vivace. Ci sono molti teatri in attività e caffè dove si tengono eventi, e la tolleranza religiosa non è un’utopia.

In pieno centro si trova “un’attrazione” unica in Europa: il Quadrilatero della Tolleranza.
Un luogo in cui, a poche centinaia di metri di distanza, si incontrano quattro diversi luoghi di culto, tutti attivi.
Si passa da una moschea ad una sinagoga, da una cattedrale ortodossa ad una chiesa cattolica.

È stato emozionante vedere in uno spazio così ridotto persone, che condividevano il rispetto, nonostante le differenze di credo.
Da non perdere se si va a Sofia!

Disparità sociali: il lato (neanche tanto) nascosto di Sofia.

Passeggiando per Sofia si può ammirare moltissima street art e mercati locali che attirano per colori e profumi, ma anche moltissimi contrasti: ville e palazzi moderni di fronte a case fatiscenti, hotel di “lusso” nelle vicinanze di quartieri poveri.

Non si può ignorare vivendo la città per un mese.
La doppia faccia della medaglia è evidente, in pieno centro sotto gli occhi di tutti. Turisti compresi.

Ma cosa ne pensano i locali?

Andando verso la stazione dei bus, un tassista ha iniziato a raccontarmi di quanto gli piacesse l’Italia e i nostri paesaggi.
Tra un apprezzamento e l’altro verso la nostra nazione, ha aperto uno squarcio di vita reale, di esperienza diretta.

L’uomo era di etnia rom, cresciuto nella parte povera di Sofia, quella difficile.

Mi ha raccontato che molti Rom vengono chiamati “tsigani“, termine dispregiativo ancora diffuso in Bulgaria.
Mi ha descritto le condizioni disastrose in cui vivono molte persone della sua comunità: dimenticate dallo stato e troppo spesso relegate all’anonimato più totale.

Anche lui aveva avuto immensa difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro, proprio a causa dei pregiudizi. Per un periodo della sua vita si è visto costretto ad emigrare verso la Croazia, alla ricerca di una vita almeno dignitosa.
Qualche anno fa però, era tornato, perché amava la Bulgaria e aveva accettato di nuovo la sfida: combattere contro l’ingiustizia.

I Rom sono arrivati in Bulgaria nel Medioevo, fanno oggi parte a pieno titolo del tessuto sociale del Paese.

Nella nazione è infatti presente una delle comunità Rom più grandi d’Europa.
A Plovdiv, non molto distante da Sofia si trova una vera e propria “città nella città”: Stolipinovo.
È un quartiere quasi interamente abitato da persone di etnia Rom e di altre etnie emarginate dalla società bulgara, in condizioni di grande povertà e con difficile accesso a istruzione e sanità.
Stolipinovo è un esempio concreto di come la comunità rom sia parte integrante della Bulgaria, ma allo stesso tempo spesso confinata ai margini.


Un bilancio personale.

Da questa esperienza porto con me tanta maturità in più.
Provare a gestire l’ansia lontano da casa non è mai facile. Ho apprezzato Sofia e la tranquillità che mi ha trasmesso. Ho visto molte ingiustizie, ma forse non serve allontanarsi tanto dalla propria nazione per comprendere di quanti danni provochi l’ignoranza.
I pregiudizi sono stati creati per essere sconfitti.


Ogni passo… una parola

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